Il mio viaggio in Burundi, dove la cura diventa speranza

Il sogno di una vita che diventa realtà

Fare volontariato è stato uno dei miei sogni fin da quando ero bambina. A 37 anni, quel desiderio ha trovato finalmente la sua strada. Il viaggio in Burundi non è stato solo un’esperienza professionale, ma il mio primo, vero passo verso un mondo dove la cura dell’altro assume un significato profondo e assoluto.

L’impatto con una realtà diversa

Appena arrivata a Bujumbura, l’impatto è stato fortissimo. Mi sono ritrovata immersa in una realtà lontana da quella occidentale: persone che percorrono chilometri a piedi o su biciclette stracariche, strade dissestate e bambini che ti guardano con una curiosità mista a speranza. Per loro, noi “bianchi” non siamo solo stranieri, ma portatori di una possibilità, un segno che il mondo non si è dimenticato di loro.

L’ospedale di Kaburantwa e l’insegnamento delle Suore

Insieme ai miei colleghi, ho prestato servizio nel piccolo ospedale di Kaburantwa, un villaggio a circa un’ora dalla capitale, gestito con instancabile dedizione dalle Suore Benedettine. Sono state proprio loro ad accoglierci con un calore immenso e a trasmetterci l’insegnamento più grande: la gioia nelle piccole cose. Ci hanno mostrato cosa significano davvero l’accoglienza, la cordialità e la resilienza, insegnandoci ad apprezzare tutto ciò che la vita sa donare, anche nelle difficoltà più estreme.

La nascita di Bridges of Light

Dal punto di vista sanitario, abbiamo fatto tutto ciò che le nostre capacità e le limitate attrezzature ci hanno permesso nel breve tempo della nostra permanenza. Ma al ritorno, il silenzio della riflessione ha portato con sé una consapevolezza: non potevamo limitarci a una parentesi. Non potevamo lasciare quelle persone e l’ospedale in condizioni così precarie.

Da questa spinta del cuore è nata Bridges of Light. Più che un’associazione, per noi è una famiglia. Il nostro obiettivo è affiancare le Suore Benedettine nella creazione di una struttura ospedaliera adeguata alle necessità della popolazione, raccogliendo fondi per attrezzature mediche e finanziando interventi chirurgici complessi per chi, soprattutto i bambini, non può permettersi i costi della sanità.

Il nostro scopo: un ponte tra professionisti

Vogliamo raggruppare altri professionisti che, come noi, desiderino mettere le proprie competenze al servizio dei più bisognosi. Organizziamo viaggi a Kaburantwa affinché altri possano toccare con mano questa realtà e trasformare la propria conoscenza in un atto di amore concreto.

L’Africa è una terra bellissima, ricca di cultura e calore umano, ma segnata da povertà e sofferenza. Una sofferenza che però viene affrontata con un sorriso e una speranza contagiosi. È quella stessa speranza che ci hanno donato e che oggi alimenta la missione di Bridges of Light.

Dott.ssa Alessandra Cupelli

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INTESTATO A: BRIDGES OF LIGHT
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Causale: DONAZIONE VOLONTARIA